Chi Siamo


Vivo film è una casa di produzione cinematografica indipendente, fondata a Roma nel 2004 da Gregorio Paonessa e Marta Donzelli.

Un progetto editoriale preciso l’ha portata in questi anni ad esplorare il confine tra il cinema di realtà e quello di finzione, producendo di più di 30 titoli tra documentari per la televisione  e lungometraggi destinati a una distribuzione cinematografica nelle sale, nei circuiti indipendenti e nei festival italiani e internazionali.  Le produzioni Vivo film includono lavori di Laura Bispuri, Guido Chiesa, Jean Louis Comolli, Emma Dante, Michelangelo Frammartino, Jennifer Fox, Chiara Malta, Masbedo, Pippo Mezzapesa, Susanna Nicchiarelli, Nelo Risi, Corso Salani, Daniele Vicari.

Nel 2007 Vivo film ha vinto il David di Donatello per il miglior documentario di lungometraggio con il film di Daniele Vicari Il mio paese e il Pardo d’Oro – Premio speciale della giuria nel concorso «Cineasti del presente» al 60° Festival di Locarno per Imatra di Corso Salani.

Tra il 2009 e il 2010 Vivo film ha prodotto Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, in coproduzione con la tedesca Essential Filmproduktion e la svizzera ventura film, e distribuito in Italia da Cinecittà Luce, presentato in anteprima mondiale alla “Quinzaine des Réalisateurs” del Festival di Cannes (2010), dove ha vinto l’Europa Cinemas Label come miglior film europeo. Venduto in più di 45 paesi, Le quattro volte è stato invitato in tutti i più prestigiosi festival internazionali, risultando il film italiano più premiato all’estero del 2010 e uno tra i film italiani più premiati degli ultimi dieci anni; il film inoltre ha ricevuto un Nastro d’Argento speciale 2010, tre Ciak d’oro e tre candidature ai David di Donatello 2011.

Nel 2012 Pezzi di Luca Ferrari è stato premiato come miglior documentario al Festival Internazionale del film di Roma.

Nel 2013 Alberi, una cine-installazione in loop di Michelangelo Frammartino è stata presentata in anteprima mondiale nel prestigioso V/W Dome del MoMA PS1, in collaborazione con il Tribeca Film Festival e successivamente presso il Den Frie di Copenaghen in collaborazione con CPH:DOX, e al Teatro Cinema Manzoni per Filmmaker Festival Internazionale del Cinema.

Nell’agosto del 2013 Via Castellana Bandiera, il primo lavoro cinematografico della regista teatrale Emma Dante, viene presentato in anteprima al Festival di Venezia e Elena Cotta ha vinto il Premio Coppa Volpi per la migliore Attrice;

Sempre nel 2013 Sangue di Pippo Delbono è stato presentato in Concorso al Festival Internazionale di Locarno 2013 e Wolf, un film documentario di Claudio Giovannesi è stato selezionato per la sezione Italiana DOC del 31° del Torino Film Festival, vincendo il Premio Speciale della Giuria.

Nel 2014 The lack di Masbedo è stato presentato alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia. Nel febbraio del 2015 Vergine giurata di Laura Bispuri è stato presentato in anteprima mondiale nella Competizione Ufficiale della Berlinale, per poi iniziare un lungo viaggio nei festival di tutto il mondo, ottenendo importanti riconoscimenti: il prestigioso NORA EPHRON PRIZE del Tribeca Film Festival  di New York, dove il film è stato presentato il concorso, e il FIREBIRD AWARD della Young Filmmakers’ Competition dell’Hong Kong International Film Festival e il Globo d’Oro 2015 per la Miglior Opera Prima. Laura Bispuri è stata inoltre candidata al David di Donatello e al Nastro d’Oro come miglior regista esordiente.

Nel settembre 2015 Istanbul e il Museo dell’Innocenza di Pamuk. Quando l’immaginazione diventa realtà di Grant Gee, una coproduzione con il Regno Unito, è stato presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia.

I Figli della Notte di Andrea De Sica è stato presentato in competizione al Torino Film Festival nel 2016.

Vivo film è attualmente impegnata, tra gli altri, nella post-produzione di Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli e Looking for Oum Kulthum di Shrin Neshat; nella produzione di Figlia Mia di Laura Bispuri e nello sviluppo di Flesh out di Michela Occhipinti.

 

Il nostro nome

Un piccolo aneddoto sul perché del nostro nome, che forse può raccontare qualcosa di noi e di quello che abbiamo cercato di costruire in questi anni.

All’inizio del 2004 era ormai da qualche mese che ci arrovellavamo su quale nome dare alla società di produzione di film documentari che avremmo fondato di lì a breve. Era un po’ come quando bisogna decidere come chiamare un bimbo che sta per nascere, facevamo elenchi, ipotesi, ma non riuscivamo a trovare nessuna soluzione che ci convincesse, nessuna parola aderente a quello che, anche se forse con dei confini che ancora non erano del tutto nitidi, sapevamo di voler costruire.

E siamo tra coloro che pensano che le parole contano. Una sera affrontammo l’argomento con un nostro amico danese, il poeta Søren Ulrich Thomsen. «Vivo – ci disse – chiamatela Vivo». Ci è sembrato se non altro di buon augurio, anche perché sapevamo che scegliendo di produrre documentari d’autore in Italia di fortuna ne avremmo avuto bisogno… VIVO è il titolo di una bellissima poesia di Thomsen;  a questo grande poeta nel 1999 ha dedicato un documentario uno dei maggiori cineasti danesi contemporanei, Jørgen Leth.

Il film si intitola I’M ALIVE. Crediamo che Leth sia uno dei maggiori documentaristi viventi, anche se, o forse proprio perché, la sua opera sfugge a ogni classificazione di genere. Il suo infatti è un cinema dove la stessa distinzione tra realtà e finzione sfuma perché ciò che conta è arrivare al cuore delle cose. La parola Vivo è allora in questo senso un manifesto del senso che abbiamo cercato di dare al nostro lavoro giorno dopo giorno,  un meridiano che ci ha guidato e ci guida delle nostre scelte. Spesso difficili, scomode, magari non sempre azzeccate, ma che hanno l’ambizione di usare il linguaggio del cinema, nella sua accezione più ampia e nella sua massima libertà, per raccontare qualcosa del nostro paese, della memoria del passato, del mondo in cui viviamo, delle sue trasformazioni…

Il primo atto della Vivo film, dopo la sua costituzione, è stato di acquisire i diritti di distribuzione italiana di I’M ALIVE di Jørgen Leth e nel 2005 poi abbiamo organizzato la sua prima retrospettiva italiana.

 

 

Amministratore unico: Gregorio Paonessa

Carica conferita come da atto costitutivo n. 52439 del 23 marzo 2004 presso studio notarile Dott. Proc. Carla Carlucci, via Carlo Felice n.89 Roma

 

Contatti

Gregorio Paonessa
Produttore e amministratore unico
gregoriopaonessa@vivofilm.it

Marta Donzelli
Produttrice, coproduzioni e vendite internazionali
martadonzelli@vivofilm.it

Arianna Rossini
Coordinamento di produzione
ariannarossini@vivofilm.it

Angelo Caiazzo
Responsabile amministrazione e finanza
amministrazione@vivofilm.it

 

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