Sinossi
Anni ’70. Esther, un’inquieta quarantenne americana, alla morte della madre riceve una lettera: deve trovare una donna vissuta negli anni ’30 in Palestina – all’epoca sotto mandato britannico – che nasconde un segreto sulla sua vita. Arrivata in Israele, Esther è aiutata nella sua ricerca da Zayde, un professore dal passato ingombrante.

Anni ’30. Un villaggio di coloni, l’atmosfera di un mondo nuovo. Il contadino Moshe, rimasto vedovo con due bambini, chiama a dargli una mano una giovane donna, Yehudit, che sconvolge la sua vita e quella di altri due uomini, il sognatore Yaakov e il commerciante Globerman. Intrecciando i fili che legano passato e presente, Esther e Zayde scopriranno una sorprendente verità sulle proprie vite.

Note di regia
Nel film c’è un mistero che coinvolge due donne, legate da un filo invisibile eppure indissolubile.
Una, Yehudit, è vissuta negli anni ’30 in un villaggio rurale dove il suo arrivo ha scatenato una bizzarra saga amorosa. L’altra, Esther, è un’americana senza alcun legame con la terra dove è nata, pessimi rapporti famigliari e una vita senza centro.
La vicenda degli anni ’30 è tratta dal romanzo di Meir Shalev, uno dei massimi esponenti della letteratura israeliana del ‘900.
L’indagine di Esther, liberamente ispirata dal libro, è invece frutto della nostra invenzione e rappresenta, per certi aspetti, il nostro punto di vista di italiani, lontani dalla cultura e dall’esperienza di quegli ebrei che all’inizio del ‘900 lasciarono l’Europa per sfuggire alle persecuzioni, con il progetto di costruire una nuova società, egualitaria e solidale.
Eppure, nonostante la distanza che ci divide, in questa storia abbiamo rintracciato qualcosa in grado di interrogarci profondamente, perché, come tutte le grandi storie, tocca temi universali. Temi che ci hanno permesso di intraprendere un viaggio incontro alle diverse facce dell’amore. Mostrando quanto sia doloroso, e allo stesso tempo fondamentale, scoprire la verità della propria storia. E alla fine, Esther e Zayde, dopo aver ripercorso lo stesso cammino di amore, morte e rinascita dei loro antenati, comprendono l’importanza di entrare nella vita con empatia, con tutte le sue cadute e i suoi drammi.
Non è un film politico, eppure il senso profondo che lo attraversa può assumere un valore altamente politico: anche durante i momenti bui della storia, donne e uomini si innamorano, formano famiglie, comunità, nascono bambini. E allora non c’è più distinzione tra passato e presente, o tra culture e popoli, e possiamo riconoscerci parte di uno stesso destino comune e universale, dove è l’amore che salva.
Guido Chiesa

Prodotto da

prodotto da Iginio Straffi e Alessandro Usai, Marta Donzelli e Gregorio Paonessa
una produzione Colorado Film Production e Vivo film con Rai Cinema
prod. esecutiva Israele Bustan Films
in associazione con Green Productions
con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo
distribuzione italiana Fandango Distribuzione
vendite internazionali Fandango Sales

Cast

Esther Horwitz Mili Avital
Yehudit Salomon Ana Ularu
Zayde Rabinovich Ori Pfeffer
Moshe Rabinovich Alban Ukaj
Yaakov Scheinfeld Marc Rissmann
Globerman Serhii Kysil
Tonia Anastasia Doaga
Rivka Sira Topic
Naomi Limor Goldstein
Salvatore Vincenzo Nemolato
Arostam Menashe Noy
Amos Moni Moshonov

Cast tecnico e artistico

regia Guido Chiesa
sceneggiatura Nicoletta Micheli, Guido Chiesa
tratto dal romanzo “The Loves of Judith” di Meir Shalev
fotografia Emanuele Pasquet
montaggio Luca Gasparini
musiche originali Zoë Keating
sound design Mirko Perri
scenografia Alessandro Vannucci
costumi Susanna Mastroianni
trucco Vincenza Lamparelli
acconciature Pablo Cabello
suono in presa diretta Mirko Guerra
organizzatrice generale Claudia Cravotta
aiuto regia Francesca Farneti
casting Valeria Miranda
in collaborazione con Gail Stevens, Rebecca Farhall e Esther King
prod. esecutivi Israele Thomas Alfandari e Maya Fischer, Roi Kurland e Roni Shamiss
produttrice delegata Serena Alfieri
produttore esecutivo Gian Luca Chiaretti

Dati tecnici

Paese Italia
anno 2025
durata 117’
lingua inglese, ebraico

Festival e premi

BIF&ST – Bari International Film Festival 2025: Concorso per il Cinema Italiano – Miglior Film